Violino di Aldo Pagliacci, Roma 1978

Violino di Aldo Pagliacci, realizzato a Roma nel 1978.

Piano in abete a venatura media/stretta, regolare. Fondo in un pezzo di acero con marezzatura media, discendente verso destra. Fasce, manico e riccio dello stesso legno del fondo. Vernice arancio su fondo dorato.

All'interno è presente l'etichetta a stampa, affiancata dalla firma (con luogo e data) apposte ad inchiostro dall'autore.

Piccola crepa alla f di destra, tra l'occhio inferiore e il filetto della C. Piccola crepa alla cassetta, in corrispondenza del pirolo della 2a corda.

 

Luogo, data Roma, 1978
Lunghezza del fondo 35,5
Larghezza massima superiore 17
Larghezza minima centrale 11,1
Larghezza massima inferiore 20,6
Corda vibrante 32,4
Diapason del piano armonico 19,3
Lunghezza del manico 13,1

 

 

Nato a San Benedetto del Tronto nel 1913, Aldo Pagliacci raggiunse una grande notorietà in ambito artistico. Nel 1971 apre il suo studio a Roma e affianca la liuteria alla pittura. Così descrive il suo rapporto con questa arte:

"I violini sono belli. La liuteria è un rompicapo affascinante, ambiguo, è empirismo, illogico come gli amori impossibili. L’elaborazione intellettuale per la costruzione di un violino è molto simile alla elaborazione che l’artista fa per l’acquaforte, la gastronomia, i films. Tutte queste arti sono cervellotiche, spesso casuali, come quando un liutaio inglese dell’Ottocento scoperse che mettendo del vetro tritato in un recipiente in cui sono già state sciolte le resine, il vetro impedisce loro che formino degli strati: sandracca, benzoino, trementina di Venezia, gomme ecc.. C’è qualche liutaio il quale crede che la polvere di vetro serva per la vernice stessa: sogno impossibile. Eh, la cultura!
Amo il legno, è sempre vivo, profumato, nobile, bello. Vidi in un retrobottega di un amico falegname, tavoloni tagliati, e in uno di questi era nato un ramoscello di una trentina di centimetri con le belle foglie verdi: un fatto commovente, mai visto prima. Insomma, la liuteria è fatta dal liutaio che sa di architettura, geometria, acustica, pittura, scultura: e da un mercante che offre la metà!"

Il suo interesse per la liuteria non fu passeggero, e questo violino è un ottimo esempio della sua produzione del periodo romano.

 



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